In questi giorni il Parlamento si appresta a discutere la legge di bilancio per l’anno 2026. Si tratta di un passaggio delicato, perché il testo, se approvato entro il 31 dicembre, determinerà la traiettoria economica e sociale del Paese per i prossimi anni. È quindi importante valutare con attenzione l’evoluzione delle riforme avviate con la manovra 2025, facendo un confronto realistico, tecnico e orientato al bene comune.
La precedente legge di bilancio (la Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha definito un orizzonte per il triennio 2025-2027: un quadro pensato non come un insieme di misure isolate, ma come una strategia articolata per sostenere famiglie, lavoro, imprese e servizi pubblici, nel rispetto della sostenibilità dei conti e degli impegni europei. La sfida oggi consiste nel consolidare quella impostazione e continuare a garantire stabilità, crescita e competitività.
Bilancio 2025: la base normativa e le misure strutturali
La legge è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024 (Serie generale n. 305, Supplemento ordinario n. 43/L). L’attivazione del bilancio ha innescato una serie di interventi su fisco, lavoro, imprese, welfare e sanità.
Fisco e lavoro
È stata stabilizzata la struttura IRPEF su tre scaglioni: 23% fino a € 28.000, 35% tra € 28.000 e € 50.000 e 43% oltre € 50.000. Introdotto un trattamento integrativo e una revisione delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati, con ampliamento della “no tax area” e innalzamento della detrazione per redditi bassi. Sul cuneo fiscale è stata prevista una detrazione per redditi medio-bassi, ad esempio per redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 €, con percentuali variabili in funzione delle fasce di reddito. Queste misure offrono certezza fiscale e migliorano il potere d’acquisto per fasce di lavoratori e famiglie, con un approccio progressivo e responsabile.
Imprese, innovazione e competitività
La legge di bilancio 2025 contiene strumenti pensati per sostenere la crescita industriale e la transizione produttiva. Il regime di credito d’imposta “Transizione 5.0” è stato rafforzato, con aliquote favorevoli per investimenti in beni materiali e immateriali che rispettano criteri di efficienza energetica e innovazione. È stata prevista un’IRES agevolata al 20% per il 2025, a condizione che una parte consistente degli utili del 2024 venga reinvestita in beni 4.0/5.0 o in progetti di transizione ecologica. Altri incentivi includono la proroga del credito per la quotazione delle PMI, il rifinanziamento di misure agevolative per nuove assunzioni e investimenti, e il supporto a ricerca e sviluppo. Queste misure mostrano l’intenzione del Governo di puntare su modernizzazione, competitività e crescita sostenibile, favorendo imprese che investono in innovazione e sostenibilità.
Welfare, sanità, famiglie
La manovra 2025 include stanziamenti a sostegno di servizi pubblici e welfare. Per la sanità, il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale è stato incrementato, con una tabella di risorse che cresce nel triennio dal 2025 al 2027. A sostegno delle famiglie e del lavoro sono previste misure di decontribuzione per categorie mirate, incentivi per l’occupazione e sostegni volti a favorire stabilità sociale e accesso al welfare. In sintesi, la legge di bilancio 2025 rappresenta un mix equilibrato di sostegno sociale, efficacia economica e rigore fiscale.
2026: la nuova manovra in discussione — cosa c’è sul tavolo
Con l’avvicinarsi del termine per l’approvazione entro il 31 dicembre 2025, la legge di bilancio 2026 è al centro del dibattito parlamentare. La bozza (AS 1689) e il Documento Programmatico di Bilancio 2026 (DPB), inviato alla Commissione UE il 15 ottobre 2025, tracciano un quadro di continuità rispetto alla manovra 2025, con interventi mirati a consolidare le riforme e sostenere famiglie, lavoro e imprese, senza compromettere la sostenibilità dei conti.
Sul fronte fiscale, sono previste alcune novità significative. L’aliquota IRPEF intermedia scenderà dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, mentre per i redditi superiori a 200.000 euro le detrazioni, escluse quelle sanitarie, saranno ridotte di 440 euro. Il regime forfettario sarà prorogato al 2026 con condizioni straordinarie, garantendo continuità per piccole partite IVA. L’impatto stimato è di circa -1,2 miliardi di minori entrate, con un beneficio medio di 200 euro all’anno per circa 10 milioni di contribuenti.
La manovra introduce inoltre strumenti rafforzati di lotta all’evasione e sanatorie. La nuova “Rottamazione-quinquies” estende la rateizzazione delle cartelle e rafforza i pignoramenti, mentre sanatorie su IMU, Tari e permessi edilizi pre-1967 sono contemplate in emendamenti approvati in Commissione. L’adozione della liquidazione IVA automatizzata e il limite alle compensazioni a 50.000 euro rappresentano strumenti ulteriori di compliance fiscale. L’impatto stimato è di circa +2 miliardi di euro da recupero evasione, con la sanatoria che interessa 5 milioni di cartelle.
Nuove imposte e modifiche specifiche comprendono il raddoppio della Tobin Tax al 0,2% nel 2026 (0,4% nel 2029), la tassa di 2 euro sui pacchi estero fino a 150 euro e l’imposta di bollo di 500 euro per pagamenti in contanti tra 5.001 e 10.000 euro. Anche la cedolare secca sugli affitti brevi conferma il 21% sul primo immobile e 26% dal secondo. Queste misure genereranno circa +1,5 miliardi annui, con ulteriori +500 milioni dall’imposta di bollo su contanti.
In edilizia e bonus casa, le detrazioni energetiche sono rimodulate: 36% per spese 2025-2026 e 30% dal 2027, mentre la detrazione al 50% è confermata per 2025-2026. È prevista inoltre l’esenzione IMU per le scuole paritarie. Il minore gettito stimato è di 800 milioni, a beneficio di circa 2 milioni di famiglie.
Sul lavoro e le pensioni, la legge introduce una flat tax su trattamenti accessori pubblici per redditi fino a 50.000 euro e una parziale sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2027. L’esonero contributivo per le donne nel Sud viene esteso e il TFR ridotto da 12 a 9 mesi per le cessazioni. L’impatto stimato è di circa +150 milioni, interessando circa 1 milione di lavoratori over 60.
Per le imprese e l’innovazione, la manovra proroga il credito d’imposta Transizione 5.0 e Industria 4.0, con tetto massimo a 1 miliardo, e introduce deduzioni per beni immateriali (marchi, avviamento). Garanzie per prestiti PMI e IRES premiale per imprese virtuose confermano la continuità rispetto al 2025. L’incremento stimato per investimenti è di +1 miliardo, con un beneficio principale per le PMI del Sud (+20%).
Infine, il pacchetto famiglie e welfare prevede il rafforzamento del bonus natalità e l’introduzione del Reddito di Cura per caregiver di persone con disabilità gravi, oltre al sostegno alla povertà sanitaria (500.000 beneficiari stimati). L’impatto finanziario complessivo è di circa +1,8 miliardi, con una riduzione dei costi familiari stimata intorno al 15%.
Gli enti e la spesa pubblica vedono interventi di spending review ministeriale e revisione dei LEP, con risparmi stimati di circa 3 miliardi e ulteriori +500 milioni destinati agli enti locali. L’insieme delle misure conferma la continuità strategica rispetto al 2025, ma con una gestione più mirata e selettiva delle risorse.
Conclusione: una manovra di equilibrio, con lo sguardo al futuro
Per il Governo, la legge di bilancio in discussione rappresenta un’occasione per confermare una visione di medio termine: non interventi emergenziali, ma una strategia fatta di scelte ponderate, che guardino al futuro dell’Italia. Un’Italia che vuole essere competitiva, moderna e sociale – capace di sostenere le imprese, tutelare i lavoratori, garantire i servizi pubblici e offrire prospettive stabili alle famiglie. In un contesto internazionale segnato da incertezze, la prudenza e la programmazione sono non un limite, ma una forza.
La legge di bilancio 2025 ha tracciato una strada chiara: fisco stabile, incentivi a innovazione, sostegno a imprese e famiglie, rafforzamento del welfare e della sanità. Oggi, con la manovra 2026 in discussione, c’è la possibilità di consolidare quel disegno: garantire stabilità, promuovere crescita e sviluppo, e offrire un’Italia più forte e competitiva. Chi sostiene queste scelte, con senso di responsabilità e rispetto per le generazioni future, crede che il paese possa ripartire davvero. Il momento è questo: la legge di bilancio non è solo numeri e conti. È la mappa di un’Italia che vuole guardare avanti.
Fonti
- MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze
- Documento Programmatico di Bilancio 2026: mef.gov.it
- Senato della Repubblica – Bozza AS 1689 e testo legge di bilancio: senato.it
- Governo Italiano – Comunicati Stampa Consiglio dei Ministri n. 145 e 146 (ottobre 2025): governo.it
- Audizione Ministro Giorgetti su misure fiscali e lavoro (6 novembre 2025): mef.gov.it
- CNEL – Analisi Rottamazione e sanatorie fiscali: cnel.it
- UPB – Ufficio Parlamentare di Bilancio: upbilancio.it





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