Il 5 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, funzionalità delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno, nonché immigrazione e protezione internazionale. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha reso noto il provvedimento il giorno successivo attraverso un video pubblicato sul suo profilo X, nel quale ha presentato i principali interventi approvati come parte di una strategia volta a rafforzare l’ordine pubblico. Il testo risponde a fenomeni consolidati di violenza giovanile, uso improprio di strumenti atti a offendere e tensioni in contesti pubblici, introducendo strumenti di prevenzione e repressione senza alterare l’equilibrio costituzionale tra ordine e garanzie.
Il contrasto al porto abusivo di armi bianche e la responsabilità genitoriale
Tra le misure più incisive vi è l’ampliamento del divieto di porto senza giustificato motivo di strumenti atti a offendere. Il catalogo ora include coltelli con lama superiore a otto centimetri, a scatto o a farfalla, nonché oggetti camuffati o con meccanismi di apertura rapida. La sanzione passa da contravvenzione a delitto, con reclusione fino a tre anni in talune ipotesi. Si vieta inoltre la vendita ai minori, anche online, di strumenti da punta o taglio potenzialmente offensivi, con pene pecuniarie aggravate per i venditori recidivi.
Particolarmente rilevante è la sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro applicata dal Prefetto a carico dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale quando un minore commette violazioni connesse al porto abusivo. Tale previsione rafforza il ruolo educativo della famiglia in un contesto in cui l’uso di coltelli tra adolescenti è divenuto ricorrente.
Poteri di prevenzione durante manifestazioni ed eventi pubblici
Gli operatori di pubblica sicurezza possono procedere a perquisizioni immediate sul posto per verificare il possesso di armi o oggetti pericolosi. In presenza di pericolo concreto per l’ordine pubblico, valutato su elementi oggettivi come precedenti per reati violenti negli ultimi cinque anni, possesso di mezzi per occultare l’identità o lancio di oggetti contundenti, è consentito l’accompagnamento in ufficio con trattenimento fino a 12 ore, sotto vigilanza del pubblico ministero.
Si estende l’arresto in flagranza differita a nuove fattispecie, tra cui danneggiamenti in occasione di manifestazioni, lesioni o resistenza a personale scolastico, sanitario o addetto ai trasporti pubblici, purché documentate da riprese video certe entro 48 ore.
Si inaspriscono le sanzioni per omesso preavviso di manifestazioni e si introduce una pena detentiva per l’uso di caschi o altri mezzi che impediscano il riconoscimento dei partecipanti.
Daspo urbano e zone a vigilanza rafforzata
Il Prefetto può individuare aree urbane ad alta concentrazione di reato e disporre l’allontanamento di soggetti con denunce negli ultimi cinque anni per delitti specifici, con durata fino a sei mesi rinnovabile sino a diciotto. La misura si applica anche a stazioni, aeroporti, porti e mezzi di trasporto pubblico, estendendosi ai minori ultraquattordicenni con precedenti per reati contro l’ordine pubblico o connessi alle armi.
In caso di condanna per reati gravi commessi in assembramenti, il giudice può imporre un divieto di partecipazione a pubbliche riunioni da uno a tre anni, con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria durante gli eventi.
Lo scudo investigativo in presenza di cause di giustificazione
Quando emergono elementi chiari di legittima difesa, adempimento del dovere o stato di necessità, il pubblico ministero evita l’iscrizione immediata nel registro degli indagati, optando per un’annotazione preliminare in un modello separato. Il soggetto conserva tutte le garanzie difensive, mentre gli accertamenti devono concludersi entro 120 giorni (prorogabili di 30 per l’archiviazione). Questa disciplina, applicabile anche ai privati e non solo agli operatori pubblici, risponde alla prassi che vedeva procedimenti prolungati scoraggiare interventi legittimi in situazioni di pericolo.
Si prevede inoltre l’anticipazione delle spese legali per il personale delle Forze dell’ordine, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco coinvolto in fatti compiuti in presenza di tali scriminanti.
Altre disposizioni e misure sull’immigrazione
Il decreto semplifica le procedure assunzionali per le Forze di polizia e autorizza la Croce Rossa Italiana a svolgere attività umanitarie urgenti connesse all’attuazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Introduce inoltre la procedibilità d’ufficio per furti con destrezza su beni di particolare valore o utilità, come mezzi di pagamento, documenti d’identità o dispositivi elettronici.
Riflessioni su un intervento necessario
Personalmente, ritengo che questo decreto rappresenti un passo avanti concreto nel rafforzamento della sicurezza pubblica, riprendendo e rafforzando linee di intervento già avviate nei decreti sicurezza del 2018-2019 durante la precedente esperienza di governo di centro-destra. Le norme sulla responsabilità genitoriale e sullo scudo investigativo per la legittima difesa correggono squilibri che, nella prassi recente, avevano generato incertezza e sfiducia tra i cittadini. Pur in presenza di timori espressi da alcuni settori dell’opposizione riguardo a possibili compressioni delle libertà di manifestazione, queste misure appaiono equilibrate e dimostrano come lo Stato sia concretamente al fianco di chi protegge i cittadini e opera quotidianamente per garantire legalità e ordine pubblico. L’estensione di strumenti preventivi come il Daspo urbano appare calibrata per preservare l’ordine senza limitare il diritto di riunione, isolando invece comportamenti che ne minano la legittimità.
Considerazioni conclusive
Il decreto-legge, che dovrà essere convertito in legge entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, conferma l’impegno del Governo su un tema centrale per la convivenza civile. L’efficacia dipenderà dall’attuazione sul territorio da parte di Prefetti, Questori e autorità giudiziaria, affinché gli strumenti introdotti si traducano in risultati tangibili.
Fonti
- Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 159, 5 febbraio 2026, disponibile su: https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-159/31034
Post di Giorgia Meloni su X (ex Twitter), 6 febbraio 2026: https://x.com/GiorgiaMeloni/status/2019677936379408544





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