Chi è arrivato sabato scorso allo stadio per Inter-Monza ha trovato un San Siro diverso da come lo ricordava: cancelli spostati, percorsi diversi, meno posti auto del solito. È il segno più concreto di una storia che va avanti da sette anni e che, dietro le quinte, resta tutt’altro che chiusa. Un prezzo di vendita finito sotto la lente della Procura. Un voto passato in piena notte grazie a un’uscita dall’aula. Una città che ha ceduto un pezzo della propria storia senza che i suoi cittadini abbiano mai potuto davvero discuterne.
Cosa è cambiato in questi giorni
Il 27 luglio 2026 Regione Lombardia e Comune hanno siglato l’accordo che disciplina tempi e modalità per il nuovo tunnel Patroclo, la costruzione del nuovo impianto e la demolizione parziale del Meazza: la società del progetto ha tempo fino all’estate 2027 per ottenere tutte le autorizzazioni, con l’obiettivo di avviare i lavori veri e propri nel secondo semestre 2027, anche in vista della candidatura di Milano a ospitare partite di Euro 2032. Meno di un mese dopo, il cantiere del nuovo stadio è diventato operativo dalla prima giornata di campionato, sabato 22 agosto, per Inter-Monza. Il recinto esterno è stato ridefinito, ingressi e tornelli ricollocati, i percorsi pedonali modificati; gli accessi numerati dal 7 al 10 non esistono più, e via dei Piccolomini è chiusa al passaggio pedonale. La vecchia Biglietteria Sud era già stata demolita a giugno, e il Parco dei Capitani è stato recintato con materiali permanenti. I parcheggi per le auto sono stati ridotti e diminuiranno ancora nel corso della stagione: ai tifosi viene consigliato di arrivare con la metropolitana, linea M1 fermata Lotto o linea M5 capolinea San Siro Stadio, oppure con il tram 16.
Sul fronte dei conti, le prime cifre concrete sono arrivate negli ultimi mesi. Il prezzo pattuito per la cessione dello stadio e delle aree adiacenti è di 197 milioni di euro, da versare a rate: la prima, di circa 73 milioni, è stata pagata il 5 novembre 2025, per un totale corrisposto finora di circa 100 milioni considerando anche l’Iva e gli arretrati di manutenzione dell’impianto. Il Comune, dal canto suo, ha già messo sul piatto risorse proprie per 22 milioni di euro legati all’operazione: 12 milioni per lo spostamento del tunnel Patroclo e 9,6 milioni per le bonifiche dei terreni destinati a diventare verde pubblico.
Come siamo arrivati fin qui
Tutto nasce nel luglio 2019, quando Inter e Milan presentano ufficialmente al Comune il progetto “Nuovo San Siro”: un investimento allora dichiarato in 1,2 miliardi di euro, per uno stadio da 60mila posti, con due proposte progettuali alternative, “La Cattedrale” e “Gli Anelli”. Da subito i comitati di quartiere si oppongono e presentano i primi ricorsi, mentre il Comune chiede una riduzione delle volumetrie giudicate eccessive; nel 2021 la giunta approva comunque il progetto con alcuni aggiustamenti. Il vero punto di svolta arriva nel 2023, quando la Soprintendenza dichiara di interesse culturale il secondo anello del Meazza, impedendo l’abbattimento integrale previsto in origine: è in quella fase che entrambi i club iniziano a guardare fuori città, l’Inter verso Rozzano e il Milan verso San Donato Milanese, prima di tornare a trattare sull’acquisto diretto dello stadio esistente.
Nel 2024, mentre i due club continuavano a valutare in parallelo l’acquisto diretto dello stadio o un diritto di superficie, sul tavolo era arrivata anche una proposta di ristrutturazione dell’impianto esistente presentata da un grande gruppo delle costruzioni: un’ipotesi che avrebbe evitato la demolizione del Meazza, ma che alla fine non ha trovato spazio nella soluzione scelta dal Comune.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ripresa da diverse testate, i contatti reali tra i club e gli uffici comunali risalirebbero già al 2017-2018, ben prima che il progetto venisse presentato pubblicamente nel 2019: un dettaglio che oggi pesa sulla vicenda giudiziaria, di cui parliamo più avanti, perché racconta una trattativa che sarebbe maturata lontano dagli occhi della città molto tempo prima che i cittadini ne sapessero qualcosa.
Un voto deciso da un’uscita dall’aula
La delibera di vendita arriva in consiglio comunale nella notte tra il 29 e il 30 settembre 2025, e passa con 24 voti favorevoli contro 20 contrari. Un’approvazione tutt’altro che scontata: nella stessa maggioranza di centrosinistra sette consiglieri votano contro il proprio sindaco, mentre dai banchi dell’opposizione Lega e Fratelli d’Italia votano compatti contro la cessione. A rendere possibile comunque il via libera è soprattutto la scelta di alcuni consiglieri di Forza Italia di uscire dall’aula proprio al momento del voto, abbassando di fatto il quorum necessario per approvare la delibera.
Chi ha detto no, e perché
Da mesi, in aula, c’è chi chiede di tornare indietro. Il 9 aprile 2026 Fratelli d’Italia ha depositato in consiglio comunale una mozione per chiedere l’annullamento in autotutela della delibera di cessione. A presentarla sono stati il capogruppo Riccardo Truppo e il coordinatore cittadino Simone Orlandi. Truppo ha chiesto alla giunta “di riformulare una proposta di delibera, per annullare in autotutela la vendita alla luce dei danni immensi potenziali che Milano rischia di subire”: per lui “la vendita nasce sotto pessime premesse”. Orlandi lo ha detto in modo ancora più diretto: “Non siamo stati ascoltati. Adesso ci proviamo con questa mozione.” Fratelli d’Italia ha chiesto in quell’occasione anche le dimissioni del sindaco Giuseppe Sala. La Lega ha dichiarato di essere “in linea” con l’iniziativa, pur senza firmarla; Forza Italia, per bocca del consigliere Alessandro De Chirico, ha definito la richiesta di annullamento “una buona soluzione ma di difficile attuazione, considerate le penali inserite nel contratto e i ricavi già incassati dalle squadre”. Nonostante una verifica mirata sulle fonti disponibili, non risulta a oggi alcuna notizia su un voto finale relativo a quella mozione: sembra essere rimasta senza un esito reso pubblico, mentre il cantiere nel frattempo è già partito e la delibera resta pienamente operativa. È un punto che meriterebbe un aggiornamento appena possibile.
L’inchiesta che pesa sulla vicenda
Le indagini richiamate nella mozione erano partite nel marzo 2025, quando la Procura di Milano aveva aperto un fascicolo esplorativo per verificare se dalla cessione dello stadio e delle aree limitrofe fossero derivati o meno danni per le casse pubbliche.
Un anno dopo, a fine marzo 2026, l’inchiesta della Procura ha fatto un salto di qualità: perquisizioni della Guardia di Finanza negli uffici del Comune e nella società veicolo dei due club, con sequestro di cellulari e altri dispositivi, sulla base di chat e mail raccolte in precedenza. Le persone iscritte nel registro degli indagati sono nove, tra ex dirigenti comunali e manager dei due club, per le ipotesi di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Va detto con chiarezza, per correttezza d’informazione: si tratta al momento di persone indagate, non di condannati, e vale per tutti la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Sul piano amministrativo, inoltre, la vicenda non si è chiusa con il voto: il TAR della Lombardia ha respinto sia il ricorso dei comitati sul vincolo di interesse culturale sia, l’11 ottobre 2025, la richiesta di sospensione urgente della delibera, ma la causa nel merito resta aperta.
Quanto costa, davvero
Per la fase di sviluppo, un pool di banche italiane e internazionali ha messo a disposizione un finanziamento da 354 milioni di euro, diviso in tre linee di credito: una per l’acquisizione dello stadio e delle aree adiacenti, una per lo sviluppo dell’area e le attività preliminari di progettazione, una revolving per la liquidità corrente. Il tasso applicato è pari all’Euribor più un margine del 2%, per un costo complessivo attorno al 4% annuo.
Sul costo complessivo del nuovo impianto, invece, le cifre circolate non collimano tra loro, ed è giusto dirlo apertamente: un’analisi pubblicata ad agosto 2026 stima il valore del progetto a operazione conclusa in 2,565 miliardi di euro, con una plusvalenza per i due club di circa 265 milioni, pari all’11,5% dell’investimento; la stessa analisi elenca però singole voci di costo che, sommate, non arrivano a un terzo di quella cifra complessiva, senza spiegare la differenza. Un’altra fonte finanziaria riporta invece una stima ufficiale presentata da Inter e Milan al Comune, che valuta l’investimento, comprensivo anche dell’acquisto delle aree, attorno a 1,5 miliardi di euro. Anche sui conti, insomma, non c’è ancora la chiarezza che ci si aspetterebbe da un’operazione di queste dimensioni: a quasi un anno dal rogito, nessuno sa indicare con certezza quanto costerà davvero, alla fine, tutta l’operazione. Resta però un dato solido, confermato da una classifica internazionale: anche restando alle stime più basse, il nuovo San Siro si collocherebbe comunque tra i sei stadi più costosi mai realizzati al mondo, il più caro mai costruito in Europa.
Vale la pena un confronto con chi, altrove in Europa, ha risolto lo stesso problema senza coinvolgere un bene pubblico. Il Tottenham ha costruito il suo nuovo stadio comprando il terreno con risorse proprie e accendendo un prestito da 400 milioni di sterline con un pool di banche internazionali, senza che il Comune di Londra dovesse cedere nulla. Il Real Madrid ha rifatto il Bernabéu, che è di proprietà del club dal 1947, non del Comune di Madrid, spendendo circa 1,35 miliardi di euro, coperti da un prestito bancario da 1,17 miliardi che il club sta restituendo con le proprie risorse. In entrambi i casi il rischio finanziario e la proprietà del terreno sono rimasti privati fin dall’inizio. A Milano, invece, il punto di partenza era un bene pubblico storico, e i cittadini restano coinvolti in un’operazione nata da una cessione, non da un investimento su un terreno già del club.
A fronte di questi costi, uno studio commissionato dai proponenti dell’operazione (The European House Ambrosetti) promette ricadute economiche notevoli: la fase di cantiere genererebbe un impatto economico complessivo di 4,55 miliardi di euro e coinvolgerebbe quasi 18.500 persone, mentre a quartiere ultimato l’indotto annuale supererebbe i 3 miliardi con oltre 16mila persone occupate. Sono numeri da prendere con la cautela che meritano tutte le stime commissionate da chi ha tutto l’interesse a far approvare un’operazione: utili a capire l’ordine di grandezza in gioco, meno a garantire quanto di quel valore resterà davvero sul territorio, in termini di occupazione stabile e ricadute per i quartieri attorno allo stadio, e quanto invece si tradurrà soprattutto in profitto per le due società.
Cosa resta alla città
Chi guarda con favore alla libera iniziativa privata e alla capacità delle imprese di generare valore non ha nulla in linea di principio contro l’idea che due grandi club investano miliardi per costruire uno stadio moderno: è esattamente il tipo di investimento che una città come Milano dovrebbe saper attrarre e valorizzare. Il problema è come questa specifica operazione è stata condotta. Un bene pubblico storico come San Siro è stato ceduto a un prezzo che nemmeno la maggioranza che lo ha voluto è riuscita a far digerire fino in fondo ai propri consiglieri; la trattativa, per ricostruzione degli stessi inquirenti, sarebbe partita anni prima che i cittadini ne sapessero qualcosa; il voto decisivo è arrivato in piena notte, reso possibile non da un consenso ampio ma da un’uscita dall’aula. E oggi, mentre il cantiere avanza e i disagi per residenti e tifosi sono già realtà quotidiana, il Comune continua a mettere risorse proprie in un progetto il cui valore finale nessuno sa ancora indicare con certezza.
Colpisce, soprattutto, la sproporzione tra chi rischia di guadagnarci e chi no. Dei 162mila metri quadrati di nuova costruzione previsti, meno di due quinti sono destinati allo stadio vero e proprio; il resto è uffici, hotel e spazi commerciali, senza una sola unità di edilizia sociale o residenziale. È un’operazione che promette ricadute economiche importanti per la città, ma che intanto lascia sullo sfondo i problemi che i milanesi vivono ogni giorno: la sicurezza nei quartieri, la carenza di case popolari, un trasporto pubblico spesso insufficiente. Sono le stesse priorità su cui l’amministrazione di centrosinistra fatica a dare risposte concrete, mentre ha trovato il tempo e le risorse per blindare in poche ore notturne un’operazione da miliardi a vantaggio di due soggetti privati. Se l’obiettivo dichiarato era portare a Milano un investimento moderno, il metodo scelto per arrivarci rischia di lasciare un precedente pericoloso su come si gestisce, in questa città, il patrimonio di tutti: perché se il modo in cui è stato ceduto San Siro diventa la prassi, il prossimo bene pubblico a cambiare proprietario in nome della modernizzazione potrebbe essere trattato con la stessa disinvoltura, lontano dagli occhi di chi quella città la vive ogni giorno.
Fonti
Corriere dello Sport, “San Siro, cosa cambia per i tifosi con il cantiere del nuovo stadio: tutte le info su metro, parcheggi e biglietti”, 18 agosto 2026 — https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2026/08/18-150627094/san_siro_cosa_cambia_per_i_tifosi_con_il_cantiere_del_nuovo_stadio_tutte_le_info_su_metro_parcheggi_e_biglietti
Urbanfile, “Milano | San Siro – Interventi attorno all’area dello stadio Meazza: agosto 2026”, 16 agosto 2026 — https://blog.urbanfile.org/2026/08/16/milano-san-siro-interventi-attorno-allarea-dello-stadio-meazza-agosto-2026/
Ansa, “Accordo Regione-Comune Milano per il nuovo stadio nell’area di San Siro”, 27 luglio 2026 — https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/07/27/accordo-regione-comune-milano-per-il-nuovo-stadio-nellarea-di-san-siro_7e3f6c14-c7c8-4f47-b284-9379478a17a3.html
Calcio e Finanza, “Accordo Regione-Comune di Milano per San Siro: entro l’estate 2027 il via ai lavori”, 27 luglio 2026 — https://www.calcioefinanza.it/2026/07/27/accordo-regione-lombardia-comune-di-milano-lavori-san-siro/
Il Giorno, “Nuovo San Siro? L’epopea sul futuro stadio e la lunga lista di occasioni perse: la cronistoria dall’inizio” — https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/nuovo-stadio-san-siro-storia-s6qqlc8v
Pagella Politica, “Come la vendita di San Siro è diventata un caso politico” — https://pagellapolitica.it/articoli/vendita-san-siro-milano-caso-politico
Calcio e Finanza, “San Siro, Fratelli d’Italia all’attacco: mozione per annullare la vendita a Inter e Milan”, 9 aprile 2026 — https://www.calcioefinanza.it/2026/04/09/mozione-fratelli-ditalia-annullare-vendita-san-siro-inter-milan/
Ansa, “FdI a Milano presenta una mozione per annullare la vendita di San Siro”, 9 aprile 2026 — https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/04/09/fdi-a-milano-presenta-una-mozione-per-annullare-la-vendita-di-san-siro_4b79b8d9-9af4-4597-823d-31b59382f5e5.html
Il Giorno, “Vendita San Siro, 9 indagati e perquisizioni: Finanza in Comune a Milano e alla M-I Stadio di Milan e Inter” — https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/vendita-san-siro-j5227bt8
MilanoFinanza, “Milano, la Procura apre un’indagine sulla vendita dello stadio di San Siro”, 23 marzo 2025 — https://www.milanofinanza.it/news/milano-la-procura-apre-un-indagine-sulla-vendita-dello-stadio-di-san-siro-202503231328585008
LaPresse, “Stadio San Siro, i pm di Milano: vendita decisa dopo incontro tra i club e l’assessore”, 1 aprile 2026 — https://www.lapresse.it/cronaca/2026/04/01/stadio-san-siro-i-pm-di-milano-vendita-decisa-dopo-incontro-tra-i-club-e-lassessore/
QuiFinanza, “Nuovo stadio San Siro, definito primo finanziamento da 354 milioni di euro” — https://quifinanza.it/sport-economy/nuovo-san-siro-finanziamento-354-milioni/937894/
Open, “Il nuovo San Siro varrà oltre 2 miliardi di euro: ecco quanto guadagneranno Inter e Milan dall’operazione”, 22 agosto 2026 — https://www.open.online/2026/08/22/nuovo-stadio-san-siro-valore-plusvalenza-inter-milan/
MilanoFinanza (MF Visual), “Quanto costa e quanto renderà il nuovo stadio di San Siro a Milan e Inter e alla città” — https://mfvisual.milanofinanza.it/quanto-costa-e-quanto-rendera-il-nuovo-stadio-di-san-siro-a-milan-e-inter-e-alla-citta/
TrueNumbers, “Il nuovo San Siro sarà il 6° stadio più costoso da costruire” — https://www.truenumbers.it/nuovo-san-siro-stadio/
Sport Business Management, “Le grandi banche d’affari a sostegno del Tottenham per il finanziamento del nuovo stadio” — https://www.sportbusinessmanagement.it/2017/06/finanziamento-nuovo-stadio-tottenham.html
Calcio e Finanza, “Real Madrid, cresce il costo del Bernabeu: spesi 1,4 miliardi”, 18 luglio 2025 — https://www.calcioefinanza.it/2025/07/18/real-madrid-costo-ristrutturazione-stadio-bernabeu/ Wikipedia (IT), “Stadio Santiago Bernabéu” — htt




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